Le due norme coprono lo stesso oggetto fisico — la scala verticale permanente — ma hanno campi di applicazione dichiaratamente disgiunti. La UNI EN ISO 14122-4:2016 (punto 1) si applica alle scale fisse che sono parte di una macchina fissa, e allo stesso mezzo di accesso quando è parte dell’edificio o dell’opera civile a condizione che la sua funzione principale sia consentire l’accesso alla macchina. La UNI 11962:2024 (punto 1) si applica alle scale verticali permanenti con inclinazione maggiore di 75°, fissate a un supporto, utilizzate come mezzo di accesso a edifici, infrastrutture, opere, manufatti e impianti, e dichiara espressamente di non applicarsi alle scale fisse di cui alla UNI EN ISO 14122-4.
Il primo passaggio progettuale non è quindi dimensionale ma di qualificazione: a cosa serve principalmente la scala. Non conta dove si trova — una scala su copertura può servire una macchina, una scala all’interno dello stabilimento può servire un ballatoio di edificio. Le due norme si escludono a vicenda: non vanno applicate cumulativamente.
Una precisazione utile. La UNI 11962 è costruita sopra la 14122-4, non contro di essa: l’Introduzione dichiara che “la UNI EN ISO 14122-4 contiene utili riferimenti posti alla base della presente norma” e per gran parte dei requisiti (pioli, carichi, prove, verifiche di stabilità) la 11962 vi rinvia testualmente. Conviene perciò ragionare per differenze, non per confronto integrale.
Tabella 1 – Dove le due norme divergono
| Aspetto | UNI EN ISO 14122-4:2016 | UNI 11962:2024 | Conseguenza progettuale |
| Definizione di scala verticale (inclinazione) | 75° < angolo di inclinazione ≤ 90° (UNI EN ISO 14122-1:2016, punto 3.1, figura 1). La parte 4 non ridefinisce l’inclinazione: rinvia alla parte 1. | Inclinazione maggiore di 75° (punto 1). | Nessuna differenza sostanziale: la soglia dei 75° è la stessa nelle due norme. |
| Obbligo della protezione anticaduta | Obbligatoria se l’altezza di caduta complessiva è > 3 000 mm (punto 4.2.1). Al di sotto la scala può esserne priva. | Sempre presente: la protezione anticaduta è elemento costitutivo della definizione stessa di “scala verticale permanente” (punto 3.15) e la classificazione del punto 4 non prevede una classe “senza protezione”. | Una scala di 2,5 m priva di gabbia e di linea è ammissibile in ambito macchina, non lo è secondo la 11962. Attenzione al titolo della 11962: “con o senza gabbia” significa classe S1, non “senza protezione”. |
| Tipo di protezione e criterio di scelta | Due alternative con gerarchia esplicita: la gabbia è la scelta preferita perché sempre presente e indipendente dal comportamento dell’operatore; l’anticaduta guidato è efficace solo se l’utilizzatore sceglie di usarlo. La combinazione gabbia + anticaduta è vietata (punto 4.2.2). | Due classi alternative senza gerarchia dichiarata: S1 (dispositivo anticaduta di tipo guidato su linea di ancoraggio rigida, UNI EN 353-1) e S2 (gabbia di sicurezza) — punto 4. La scelta si effettua con i prospetti A.1 e A.2 dell’Appendice A (normativa). | In ambito macchina si parte dalla gabbia e si passa all’anticaduta solo se la gabbia non è praticabile. Fuori ambito macchina la scelta è governata da h e H tramite i prospetti A.1/A.2, che di fatto restringono molto l’uso della gabbia. |
| Altezza massima della rampa h con gabbia | h ≤ 6 000 mm per le rampe sfalsate (punti 4.3.2 e 4.3.3). | h ≤ 5 m: la classe S2 non è ammessa per h > 5 m (prospetto A.1). | Rampa da 6 m con gabbia: conforme alla 14122-4, non conforme alla 11962. |
| Altezza totale H massima con gabbia | Nessun limite superiore esplicito. Per H > 10 000 mm sono ammesse rampe sfalsate con gabbia e, per gli utilizzatori non addestrati, sono le uniche ammesse (punto 4.3.3; la regola non è ripetuta al punto 4.3.2, cioè per 3 000 < H ≤ 10 000 mm). | H ≤ 20 m: “le scale dotate di gabbia di sicurezza possono essere utilizzate fino ad altezza H pari a 20 m” (punto A.3); oltre, la classe S2 non è ammessa (prospetto A.2). | Oltre i 20 m la 11962 impone di fatto la classe S1, e con essa utilizzatori addestrati, DPI e procedura di salvataggio. È il vincolo che più spesso cambia il progetto. |
| Altezze molto ridotte (H < 2,0 m) | Nessuna disposizione specifica: sotto i 3 000 mm di altezza di caduta non è richiesta protezione. | S1 e S2 ammesse “solo se previsto dal fabbricante” (prospetto A.2). | Per altezze molto ridotte la 11962 rimette la scelta al fabbricante, che deve però dichiararla esplicitamente. |
| Piattaforme e pianerottoli intermedi — scale con gabbia | Intervalli ≤ 6 000 mm al cambio di rampa. Il requisito è però doppiamente condizionato: il punto 4.4.2 si applica solo ai sistemi con H > 10 000 mm e il punto 4.4.2.1 lo subordina al caso in cui più persone usino la scala contemporaneamente. | Intervalli ≤ 5 m sia per H ≤ 10 m sia per H ≤ 20 m, senza condizione di uso contemporaneo (punto A.3). | La 11962 infittisce gli sbarchi intermedi e li rende requisito generale, non subordinato all’uso simultaneo. |
| Piattaforme di riposo — scale con anticaduta guidato | H ≥ 24 000 mm: piattaforme di riposo a intervalli ≤ 24 000 mm, con piattaforma aggiuntiva intermedia ≤ 12 000 mm. H < 24 000 mm: piattaforme di riposo ≤ 12 000 mm (punti 4.4.2.3 e 4.4.2.4). | H > 20 m: piattaforme di riposo a intervalli ≤ 20 000 mm, con piattaforma aggiuntiva ≤ 10 000 mm. H < 20 m: piattaforme di riposo ≤ 10 000 mm (punto A.3). | Soglia a 20 m invece che a 24 m e passo ridotto. |
| Gabbia — distanza dal piano dei pioli | da ≥ 650 mm a ≤ 800 mm (punto 5.5.1.2, figura 15). | da ≥ 550 mm a ≤ 600 mm (punto 7.5.3, figura 7). | Le due gabbie sono geometricamente incompatibili: gli intervalli non si sovrappongono. Una gabbia profonda 600 mm è conforme alla 11962 e fuori tolleranza per la 14122-4; una da 700 mm il contrario. |
| Gabbia — quota dell’anello più basso sopra l’area di partenza | ≥ 2 200 mm e ≤ 3 000 mm (punto 5.5.1.2, figura 14). | ≥ 1 900 mm e ≤ 2 500 mm (punto 7.5.3, figura 6). | Zona di sovrapposizione:
2200 ÷ 2500 mm. È l’intervallo da adottare per un prodotto unico valido in entrambi i campi. |
| Distanza frontale dalle ostruzioni permanenti | Davanti alla scala ≥ 650 mm, ridotti a 600 mm dove si incrociano ostacoli come tubi o canaline (punto 4.1.3). | Davanti alla scala ≥ 600 mm, ridotti a 550 mm in corrispondenza di tubi o canaline (Appendice B, punto B.3). | La 11962 concede 50 mm in meno, per tenere conto degli spazi ristretti tipici delle coperture. Dietro la scala (≥ 200 mm, 150 mm con ostacoli) e ai pioli (≥ 75 mm; piolo superiore 60÷75 mm) i valori coincidono. |
| Dispositivo anti-intrusione | Allegato A normativo, con requisiti dimensionali e prove: altezza della porta ≥ 1 800 mm; distanza libera fra parte superiore della porta e gabbia 10÷50 mm, con botola orizzontale aggiuntiva; su scale con anticaduta la parte superiore del dispositivo a ≥ 3 000 mm; comando di sblocco fra 600 e 1 800 mm dal piano di calpestio. Prove: 1 500 N orizzontali su ogni angolo, 4 500 N verticali sui due angoli inferiori, corpo molle da 50 kg lasciato cadere da 2 000 mm sulla botola. | Richiesto genericamente quando occorre impedire l’accesso a persone non autorizzate, non addestrate o non equipaggiate con DPI; nessun requisito dimensionale e nessuna prova (punto 7.4.1). | È una lacuna della 11962. In assenza di prescrizioni, l’Allegato A della 14122-4 resta il riferimento tecnico da assumere e da dichiarare nella documentazione. |
Da qui in poi ho fatto un’analisi di tutta la documentazione richiesta dalla 11962, che è quello su cui abbiamo lavorato in UT con roberto.
| Designazione del prodotto e portata | Non prevista: la scala è un componente della macchina e segue la documentazione della macchina. | Obbligatoria (punto 5): prodotto + UNI 11962:2024 + classe S1/S2 + portata in kg. Esempio della norma: “Scala senza gabbia – UNI 11962:2024 – S1 – 150”. | La 11962 tratta la scala come prodotto a sé stante: la designazione va riportata in offerta, in conferma d’ordine, sul cartello e nel manuale. |
| Marcatura e cartello | Marcatura permanente ai punti di entrata e uscita solo per i sistemi dotati di anticaduta guidato: fabbricante, anno, data di messa in servizio, norme di riferimento, tipo di dispositivo, obbligo di DPI (punto 7.2). | Marcatura di ogni componente (simbolo o lettera identificativa + anno di produzione) e cartello sempre obbligatorio in area di partenza o arrivo con fabbricante, anno di fabbricazione, data di messa in servizio, designazione, altezza totale H e altezza di rampa h, rimando al manuale (punti 10.4 e 10.5). Per la classe S1 si aggiungono marcatura EN 353-1, tipo di linea e di dispositivo, richiamo all’imbracatura e obbligo di DPI. | Set documentale sensibilmente più ampio e dovuto in ogni caso, non solo per le scale con anticaduta. |
| Ispezione e manutenzione | Non trattate: rientrano nel manuale e nel piano di manutenzione della macchina. | Capitolo 9 dedicato: ispezione prima del montaggio, d’uso, periodica e straordinaria; periodicità massima 1 anno per la classe S1 e 2 anni per la classe S2; prospetto 3 con i controlli per componente (visivo / funzionale / strumentale); riparazioni riservate al fabbricante o a persona da questi autorizzata; registro di controllo con contenuto minimo definito (punto 9.5). | È la differenza più utile sul piano gestionale: la 11962 fornisce il piano di controllo già scritto, riutilizzabile come allegato al manuale. È il manuale che abbiamo fatto io e Roberto. |
| Salvataggio | Citato solo come uno dei fattori della valutazione del rischio per la scelta del dispositivo (punto 4.2.3, lettera e). | Appendice C normativa: il fabbricante deve indicare nel manuale le modalità di salvataggio e i carichi aggiuntivi trasmessi alla scala; per la classe S2 con piattaforme intermedie sono obbligatori un cancello e un punto di ancoraggio a disposizione del soccorritore. | Da recepire sia nel manuale di istruzioni sia nel calcolo strutturale (ancoraggi, montanti, pioli, pianerottoli e piattaforme). |
| Fissaggio e struttura di supporto | Solo i carichi di calcolo: ≥ 3 kN su ciascun montante nelle scale a due montanti, ≥ 6 kN sul montante unico, trasmessi convenzionalmente a quattro punti di ancoraggio (punto 5.1.3.4). | Stessi carichi (per rinvio) più Appendice D informativa: classi di resistenza minime della struttura di supporto e tipologia di fissaggio — legno C24 con viti (non chiodi), acciaio S235 con bulloni, calcestruzzo C20/C25 con ancorante meccanico o chimico; muratura ed edifici storici caso per caso a cura del tecnico abilitato. Punto 10.2: informazioni all’ordine obbligatorie sul sito di installazione. | La 11962 governa l’interfaccia con la struttura esistente, che in ambito macchina non si pone come problema perché il supporto è la macchina stessa. |
| Metodi di verifica | Elenco generico: misurazione, esame visivo, calcolo e/o prova di carico (punto 6.1.1). | Prospetto 2: matrice requisito per requisito che indica quale metodo (esame visivo / misurazione e calcolo / prova / verifica documentale) si applica a ciascun punto del capitolo 7. | Il prospetto 2 è di fatto una check-list di collaudo pronta all’uso, trasferibile anche ai lavori in ambito 14122-4. |
| Status giuridico e valutazione di conformità | Norma armonizzata alla Direttiva Macchine 2006/42/CE: l’Allegato ZA (informativo) correla la norma ai requisiti essenziali 1.5.15 e 1.6.2, e avverte che la presunzione di conformità richiede l’applicazione congiunta della EN ISO 14122-1. La scala è coperta dalla marcatura CE della macchina. | Norma nazionale non armonizzata: nessuna presunzione di conformità e nessuna marcatura CE del prodotto scala. Vale come regola dell’arte e stato della tecnica ai fini del D.Lgs. 81/2008. | Cambia la logica documentale: fascicolo tecnico della macchina da un lato; dichiarazione del fabbricante della scala, manuale, marcatura e cartello dall’altro. |
Sintesi operativa
- Qualificare l’accesso prima di dimensionare.
La scala serve principalmente una macchina fissa (o una parte di edificio la cui funzione principale è dare accesso alla macchina)?
- Sì -> UNI EN ISO 14122-4, insieme alle parti 1, 2 e 3.
- No -> UNI 11962. La qualificazione va messa per iscritto e motivata nella valutazione del rischio: le due norme si escludono a vicenda.
- Verificare comunque i minimi cogenti del D.Lgs. 81/2008 (in particolare l’art. 113 per le scale verticali oltre 5 m e con inclinazione superiore a 75°). La norma tecnica non deroga al requisito legislativo: in caso di divergenza prevale il vincolo cogente.
- Dimensionare sui valori della norma pertinente, prestando attenzione ai sei punti di divergenza reale: profondità della gabbia, quota del primo anello, altezza massima di rampa e altezza totale con gabbia, passo degli sbarchi intermedi, norma di riferimento dei parapetti, distanza frontale dagli ostacoli.
- Prodotto unico valido in entrambi i campi. È possibile su quasi tutti i parametri adottando in ogni punto il requisito più restrittivo: primo anello a 2 200÷2 500 mm, h ≤ 5 m, H ≤ 20 m con gabbia, sbarchi intermedi ≤ 5 m, distanza frontale ≥ 650 mm, parapetti conformi sia alla 14122-3 sia alla EN 13374 classe A. Resta un solo parametro non conciliabile: la profondità della gabbia, 550÷600 mm secondo la 11962 contro 650÷800 mm secondo la 14122-4. Su questo occorre decidere il campo di applicazione e realizzare due varianti.
