Il PRFV (Polimeri Rinforzati con Fibre di Vetro), comunemente conosciuto come vetroresina, è un materiale composito formato da:
- una matrice in resina poliestere termoindurente
- un rinforzo in fibre continue di vetro
La matrice di resina assicura una elevata resistenza alla corrosione mentre la fibra di vetro conferisce una elevata resistenza meccanica, dando al composito caratteristiche chimiche e meccaniche che lo rendono adatto a molteplici applicazioni, dal settore industriale a quello edilizio e delle infrastrutture.

Resine termoindurenti: la matrice del PRFV
Le resine termoindurenti sono una classe di polimeri che, una volta induriti tramite riscaldamento o reazione chimica, formano una struttura tridimensionale rigida e irreversibile. A differenza delle resine termoplastiche, che possono essere rifuse più volte, le resine termoindurenti non possono essere rimodellate dopo il processo di indurimento.
Le resine termoindurenti sono costituite da monomeri o prepolimeri reattivi che, in presenza di calore, catalizzatori o agenti indurenti, formano legami covalenti incrociati.
Le resine poliesteri nascono dalla reazione (esterificazione) tra due tipi di monomeri: un poli-acido e un poli-alcol (glicole). Si forma il legame estere (-COO-). La presenza di “insaturazioni” (doppi legami C=C) è fondamentale per l’indurimento.
Si ottiene, così, un polimero disciolto in un monomero reattivo (solitamente stirene).
Tipologie di resine termoindurenti usate nel PRFV
Le principali resine poliestere utilizzate nella produzione di vetroresina – PRFV di M.M. sono:
- Resina ortoftalica
Standard e più comune, si basa sull’uso di anidride ftalica. Buon compromesso tra costo e prestazioni. - Resina isoftalica
Offre una maggiore resistenza chimica rispetto alla ortoftalica. Utilizza acido isoftalico come componente acido. - Resina vinilestere
Ha una struttura chimica ibrida tra resina epossidica e poliestere. È la più resistente, ideale per ambienti altamente corrosivi.
Classifica delle resine per resistenza chimica:
VINILESTERE > ISOFTALICA > ORTOFTALICA
Questa gerarchia è direttamente legata alla vulnerabilità dei legami esteri. Le resine vinilesteri, avendone di meno e protetti all’interno della catena principale, offrono la massima protezione, rendendole la scelta ideale per le applicazioni più severe.
Fibre di vetro: il rinforzo nel PRFV
I rinforzi della matrice polimerica sono tipicamente fibre di vetro. Le fibre di vetro sono prodotte attraverso un processo di filatura da fusione di materie prime (sabbia silicea, calcare, caolino, ecc.) ad alte temperature di circa 1300-1500°C.
Tipologie di fibre di vetro
- Vetro E (“Electrical”): È il tipo più diffuso. Composto da silicati di calcio-alluminio-boro. Offre buone proprietà meccaniche, elettriche ad un costo contenuto.
- Vetro S (“Strength”): Caratterizzato da un alto contenuto di silice e allumina. Sviluppato per applicazioni che richiedono maggiore resistenza alla trazione, modulo elastico e resistenza alle alte temperature rispetto al vetro E.
- Vetro C (“Chemical”): offre un’eccellente resistenza alla corrosione chimica, grazie ad un alto contenuto di ossido di calcio e di boro. Specifico per ambienti chimici aggressivi. Ottima resistenza alla corrosione.
Le fibre di vetro si presentano in diverse forme, adatte a vari processi produttivi:
- Roving
Fasci di filamenti continui, ideali per avvolgimento filamentare (fliament winding) e pultrusione- Mat (stuoie)
Strati di fibre orientate in modo casuale (chopped strand mat) o orientate (stitched mat), usate spesso nella laminazione a mano o RTM.- Tessuti
Fibre tessute in diverse trame (plain, twill, satin) per ottenere specifiche proprietà meccaniche e direzionali.- Fibre tagliate (chopped fibers)
Fibre di lunghezza definita, utilizzate per stampaggio a iniezione o compounding (miscelazione)


Che tecnologie produttive usa M.M.?
Grigliati in vetroresina: il processo produttivo
La produzione dei grigliati in PRFV di M.M. avviene tramite due principali tecnologie:
- RTM (Resin Transfer Moulding), ovvero stampaggio a iniezione
- HLU (Hand Lay Up)
In entrambi i casi, il processo si basa sulla stesura della fibra di vetro in roving all’interno di uno stampo. La fibra viene disposta a formare un reticolo, sovrapponendo più strati:
- nella tecnologia RTM, la fibra è stesa asciutta
- nella tecnologia HLU, è già impregnata di resina
Una volta terminata la stesura:
- nella produzione RTM, si procede con l’iniezione della resina all’interno dello stampo.
L’iniezione deve essere lenta e controllata per garantire la completa impregnazione delle fibre;- nella produzione HLU, si procede con la colata di resina che va a riempire lo stampo.
Il grigliato finito risulta composto da un reticolo di travi monolitico. Le travi sono ortogonali tra loro e hanno la stessa resistenza meccanica.
Profili in PRFV: la tecnologia della pultrusione
La produzione dei profili in PRFV si basa su una tecnologia industriale detta pultrusione (da pull + extrusion), ovvero un processo di estrusione per trazione.
Questa tecnologia consente di ottenere, in modo continuo, manufatti in composito, anche con elevata percentuale di rinforzo, in forme a sezione costante, semplice o complessa.
Il processo di pultrusione:
- le fibre di vetro vengono trainate da un sistema meccanico attraverso una vasca di impregnazione, dove assorbono la resina termoidurente;
- le fibre impregnate vengono tirate all’interno di uno stampo riscaldato, dove ha luogo la polimerizzazione;
- la forma finale viene data nella trafila sagomata dello stampo;
- il componente esce solidificato, senza subire una spinta, ma grazie al tiro continuo applicato.
Confronto tra grigliati metallici e grigliati/carpenterie in vetroresina – PRFV
I grigliati metallici, così come le varie carpenterie in acciaio, sono la tipologia probabilmente più nota. Da sempre utilizzati, soprattutto perché garantiscono un basso investimento economico, i grigliati e le carpenterie metalliche presentano alcuni aspetti negativi non riscontrabili negli analoghi prodotti in vetroresina soprattutto considerandone l’intero arco di vita.
Quanto costa la vetroresina – PRFV rispetto al metallo?
A differenza dei grigliati e delle carpenterie in PRFV, infatti i prodotti metallici fanno registrare:
- costo elevato di taglio/sagomatura
- costo elevato di installazione
- costo di manutenzione legato alla scarsa resistenza chimica e agli agenti atmosferici
- costo di trasporto più elevato legato alla maggiore pesantezza del materiale
- costo maggiore di messa a terra laddove necessaria per rischio elettrocuzione
- costo di inquinamento legato al possibile rilascio di sostanze pericolose.
- costo legato alla sicurezza, poiché non hanno la superficie antiscivolo









