Le resistenze meccaniche del PRFV dipendono dall’effetto combinato del contenuto e dell’orientamento del rinforzo di fibre di vetro, ma anche dal tipo di resina e dall’accuratezza delle lavorazioni.

All’aumentare della percentuale di rinforzo vetroso aumentano il carico di rottura, sia a trazione che a flessione, e la resistenza agli urti.

Per quanto riguarda l’orientamento delle fibre la massima resistenza si ottiene quando tutti i fili sono disposti parallelamente l’uno accanto all’altro (disposizione unidirezionale); se i fili sono disposti in eguale misura ad angoli retti fra loro, la resistenza è minore ma ancora considerevole (disposizione ortogonale); se i fili sono disposti senza orientamento preferenziale la resistenza è uguale in tutte le direzioni (disposizione isotropa).

Quanto più ordinata è la disposizione delle fibre maggiore è il contenuto vetroso ottenibile e quindi la resistenza meccanica.

La densità del PRFV è circa 1/5 di quella dell’acciaio.

Le resistenze meccaniche oscillano fra 0,5 a più volte quella dell’acciaio in relazione alla composizione del PRFV e dell’orientamento del rinforzo nel composito. Esistono formulazioni di PRFV con il rinforzo decisamente orientato per le quali, nella direzione principale delle fibre di vetro, le resistenze sono superiori a quelle di altri materiali anche a parità di sezione.

I moduli di elasticità assoluti del PRFV rispetto a quelli dei metalli presentano valori più bassi; considerando il rapporto modulo/densità si possono ottenere con strutture decisamente orientate valori che sono nello stesso ordine di grandezza dei metalli.

Il PRFV presenta inoltre una considerevole resistenza all’impatto in quanto distribuisce il carico dell’impatto e non si deforma permanentemente, a differenza dell’acciaio che può deformarsi permanentemente (fase plastica).

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